Mi è stato regalato da una nuova amica. Vi dirò che le prime pagine mi avevano lasciato un po’ perplesso, mi ricordavano certe tesi di laurea che curavo quando mi dilettavo a fare il prof a contratto in Statale. Ma dopo la prima curva “Le voci della domenica” di Roberto Pelucchi spicca il volo, prende proprio l’onda giusta. Visto che è di radio che questo libro si occupa. Di sport radiofonico alla radio. Già perché un tempo la radio si occupava di tutti gli sport e ora, anche qui, è il calcio a essersi fagocitato – quasi- tutto.

Pelucchi, giornalista bergamasco della Gazzetta dello sport, da poco scomparso, ripercorre la storia delle prime radiocronache e arriva fino ai giorni nostri. È un racconto fondamentalmente incentrato su Mamma Rai, anche nei capitoli finali compaiono ovviamente le radio private. Ma insomma se oggi c’è anche qualche epica alla radio lo si deve ancora ai Repice, ai Bisantis , agli Scaramozzino e a tutti gli altri inviati di “Tutto il calcio”, trasmissione che resiste anche al devastante spezzatino nel quale hanno trasformato la giornata di Serie A.

Il volume (edito da Bolis Edizioni) parla spesso di una vita giornalistica scomparsa dai radar ma che merita di essere ricordata: non a caso il sottotitolo è “Storia romantica di 90 anni di sport alla radio”. Forse un romanticismo che non dividerà più come un tempo le coppie di giovani fidanzati (lui sempre con la radiolina attaccata all’orecchio). Ma il calcio alla fine resta uno dei pochi collanti del nostro scalcagnato paese. E questo libro racconta proprio il racconto di questo meraviglioso e popolarissimo sport. Spero lo leggano in tanti, anche in memoria di Roberto.

Ad maiora