Approfittando del simil lockdown sono riuscito a guardare tutta la serie di Prime Video dedicata al Tottenham, “All or Nothing” il titolo delle 9 puntate della prima (per ora unica anche se è previsto un seguito) stagione. Non è né la prima né l’ultima serie dedicata a una squadra di calcio inglese, visto l’interesse planetario che suscita la Premier League. Quella incentrata sugli Spurs non tocca le vette di “Till I die” che Netflix ha realizzato sul Sunderland. Ma quella serie partita per raccontare la risalita della storica formazione retrocessa in Championship e che invece ricade addirittura nella terza serie inglese. Dove, malgrado una nuova stagione del documentario, è tuttora incastrata (mi ricordo, anni fa, un mitico coro dei tifosi della Cremonese quando non riuscivano a lasciare la Lega Pro: “Voglio andare via da questa cazzo di categoria”, urlavano).

“All or Nothing” viene ideato dopo l’incredibile corsa del Tottenham nella Champions League 18/19 fermata in finale dal Liverpool. Nella stagione successiva, raccontata da Amazon, la squadra parte però male e vede un cambio di panchina, che porta vantaggi alla squadra londinese e anche alla serie televisiva. Sui cui schermi, al posto del buon Pochettino, compare un personaggio super mediatico come José Mourinho. Le conferenze stampa del Mister non sono più schioppettanti come quelle di un tempo perché anche lo Special One sente il passare del tempo. In una delle ultime scene dichiara infatti il suo stesso stupore dall’essere passato dall’esultare quando la sua squadra alzava un trofeo (2 Champions, 2 Europa League e 8 scudetti) a farlo per una semplice qualificazione in Europa League. Anche se ora, in questo 2020/21, gli Spurs stanno davvero volando.

La serie di Prime è interessante perché racconta anche lo stop del campionato dovuto alla pandemia. Si vedono i giocatori sempre più preoccupati per le notizie che arrivavano da Oltre Manica a fine febbraio e a inizio marzo con l’ondata che tocca anche il Regno Unito e finisce per fermare tutto. Anche se con un ritardo che è costato parecchio agli inglesi.

Ad maiora